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Piccola Peste [21/03/2008]: di solito ci scrivo io, per tenerla più allegra.. vi racconto una barzelletta? XD forse è meglio di no
grifis [05/03/2008]: Non hai tutti i torti, scrive qualcuno ogni due mesi.Dovrei tenere una festa
Blackharu [05/03/2008]: Ma anche la tua tagboard è un pò morta... Ciaoooo Grifis!! ^^
grifis [29/01/2008]: Sono stato molto preso dalle mie vacanze, ma non dimentico il blog. Infatti rieccomi
Piccola Peste [23/01/2008]: ormai ti sei scordato del blog XD
Piccola Peste [01/01/2008]: Buon 2008
grifis [15/12/2007]: Me lo dicono in tanti che il rosso mi dona
Piccola Peste [14/12/2007]: Grifis? hai messo la cuffia di Babbo Natale.. ti sta bene XD
Piccola Peste [03/12/2007]: son azzo di baby, quegli occhi profondi sai, hai rapito il mio cuore lo sai.. ahahaha
Eretia [24/10/2007]: Io ho dovuto cliccarci perchè comparisse il nome, visto che non lo riconoscevo. Entro anche io nel club delle "bestie"
Comunque dolce notte e sogni d'oro
grifis [24/10/2007]: Anche io mi ci devo abituare. Dopo dieci mesi di onorato servizio il vecchio va in vacanza. Siamo due bestie.
Susy [24/10/2007]: Ti giuro che quando stasera ho visto il tuo nuovo avatar nel riquadro dei miei blogfriends ho pensato: "Chi sarebbe costui?"
Ecco. Lo so. Sono bestia.
tacchiaspillo [24/10/2007]: ciao, passavo di qui.. buona giornata!
Eretia [23/10/2007]: Buona giornata *__* passavo e ho deciso di lasciare un segno {oltre ad un muffin virtuale}
Piccola Peste [21/10/2007]: beh, Grifis, non ti dovresti sorprendere, sono i misteri dell'informatica.. loooool
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Come molti di voi non sanno, io vivo in casa con un ragazzo spagnolo. Molto spesso il sabato e la domenica capita di svegliarci molto tardi, dopo l'ora di pranzo, e di essere svegli in un'ora che non è adatta né per il pranzo né per la cena. E' proprio in questo momenti che sfoderiamo la nostra arma segreta, la bomba ipercalorica della casa, la pasta che persino Obelix ha definito "troppo pesante per mangiarla tutta", il piatto definito dalla lega alcolizzati come "il miglior metodo per non prendere una sbornia". La pasta alla Grifis. Ma vediamo quali sono gli ingredienti di una porzione per due persone.

500 grammi di penne rigate
260 grammi di tonno
400 grammi di panna da cucina
vino bianco
emmental grattugiato
parmigiano gratugiato

Si prendono le due scatole di tonno e le si mette a cucinare in padella con un po' di olio, preferibilmente quello delle scatole. Quando quasi tutto l'olio è evaporato, si versa del vino bianco e lo si lascia consumare. Il procedimento va ripetuto due volte, dopodiché si versano le due scatole di panna sinché il condimento non raggiunge una consistenza cremosa ed omogenea. A questo punto si toglie la padella dai fornelli e si versano i due formaggi, e si gira fino a farli sciogliere. Una volta pronta la pasta, versare il tutto nella pentola e girare in modo che il condimento raggiunga ogni singola penna.
Ora che la pasta è pronta preparatevi a divorarla e a bere un po' di digestivo, magari un mirto rosso che non fa mai male. L'utilizzo di queste dosi è consigliato per due persone molto capienti di stomaco, perché alla fine vi state per mangiare più di un chilo di alimenti in due. Io sono ancora in coma sul divano con L. che dice "c'est un suicide le faire chaque fois". Vi avrei postato una foto, ma avevo talmente fame che non ho pensato a farla.

I sogni di grifis 21:35 - 09/05/2008
4 commenti

Il mio umore ha un solo colore: nero

I sogni di grifis 10:17 - 28/04/2008
4 commenti

Avevo promesso che avrei fatto un resoconto del mio viaggio in Irlanda e manterrò la parola. In via del tutto eccezionale ci sta pure una mia foto. Mettetevi comodi perché sarà un post lungo. Sfido chiunque a leggerlo tutto. Buona lettura o miei coraggiosi...

Partenza
: tutto è cominciato un caldo mercoledì d'inverno, quando con lo zaino in spalla mi sono avviato verso l'aereoporto. Una volta arrivato non trovo l'imbarco della Ryanair, così chiedo ad una hostess di passaggio dove si trovasse; ormami mancavano cinquanta minuti alla partenza ed ero un tantinello agitato. Scopro che sono nel terminale sbagliato: panico. Corro fuori a prendere un taxi pregando tutti i santi del paradiso, ma il taxi non mi carica perché il tragitto era troppo breve. Vedo passare la navetta e mi metto in mezzo strada a sbracciarmi per lasciarmi salire, ma quello stronzo che risponde al nome del guidatore fa un cenno di diniego col capo e tira dritto. Altre imprecazioni. Vado alla fermata della navetta per aspettare la prossima, ma ormai mancavano quarantacinque minuti: ero fottuto, il check in era sicuramente chiuso. Ad un certo punto vedo in lontananza un volto familiare. Era la hostess, che mi stava cercando per dirmi che si era sbagliata e mi trovavo nel terminale giusto. Io le rispondo che ho comunque perso l'aereo perché ormai mancano quaranta minuti al volo. Ma come baciato dalla fortuna, scopro da lei che l'aereo è in ritardo di venti minuti. Dopo averla ringraziata in tutte le lingue che conosco, mi fiondo all'uscita E riuscendo per miracolo ad avere il mio biglietto. Il primo passo è fatto, ma la paura di aver utilizzato tutta la fortuna della vacanza c'è sempre.

Foto 1: vista dall'aereo
L'arrivo: l'aereo non cade, il che è un miracolo considerando il vento che tirava quel giorno. All'aereoporto ho trovato mio cugino ad attendermi, che non vedevo veramente da tanti anni, più o meno da quando si è trasferito in Irlanda. Passo tutta la giornata con lui e i suoi amici (tutti rigorosamente italiani), mangiando lasagne e giocando a Pro Evolution Soccer 2008: cambia il paese, ma non le abitudini. Aggiungo solo che a Dublino pioveva e faceva un freddo polare, altro che girare in maglietta il pomeriggio.

L'inizio del vero viaggio: il giorno dopo mi sono incontrato con i miei due amici italiani, arrivati la notte prima sul tardi. Inauguriamo la nostra vacanza con la prima di tante guinness al Boar's Head, redigendo la regola sacra che vi riporto esattamente:
Nei giorni del 14, 15, 16 verrà scelta una persona che comanderà tutta la giornata, e le sue decisioni devono essere eseguite da tutti
Non vi dico il macello che è successo. Zaino in spalla e via in autobus verso Cork. Durante il tragitto, mentre cantavamo canzoni tradizionali italiane, abbiamo fatto amicizia con una ragazza tedesca molto simpatica, tanto che abbiamo deciso di farle il dono di una pagina del mio diario di viaggio. Arrivati in città abbiamo innanzitutto cercato un B&B dove alloggiare, ed è stato li che abbiamo conosciuto quello che sarebbe diventato il nostro protettore, Gerry. Gerry è un ometto anziano che gestisce il bed & breakfast dove abbiamo dormito. Per risparmiare volevamo dormire in due in un letto matrimoniale, ma il buon Gerry (come mi piace ripetere sto nome) scuotendo la testa ci disse “se io fossi vostro padre, non vorrei che dormiste nello stesso letto”. Ora, io non so se si sia immaginato qualche strano rapporto fra me e i miei amici, ma da bravi ragazzi gli abbiamo dato retta. Dopo la bonaria sculacciata morale, ci ha redarguito sulle terribili bande di polacchi che infestavano Cork e insegnato in “soli” cinque minuti come si chiude una porta. Ovviamente uscendo abbiamo chiuso la porta in un secondo e di bande di polacchi nemmeno l'ombra.

Foto 2: il fiume che attraversa Cork
La prima tappa: il giorno dopo siamo partiti verso Blarney, ma non prima di salutare ed abbracciare Gerry, il padre che tutti noi vorremmo, che ci ha oltretutto preparato una colazione di dimensioni epocali e donato mille raccomandazioni. In mezz'ora di autobus siamo riusciti ad arrivare a Blarney. Come da due giorni a quella parte, pioveva, pioveva e pioveva. Ma il tempo non ci ha spaventato, così siamo giunti al castello di Lord Blarney, dove abbiamo baciato la pietra Blarney' Stone. La leggenda narra che chiunque la baci riceva il dono dell'eloquenza. Noi abbiamo ricevuto il dono di veder sparire dieci euro dal portafoglio per la foto ricordo....aspettiamo l'eloquenza. Ci facciamo una guinness accanto al camino di un pub per ammazzare il tempo in attesa dell'autobus per Cork, e da li è iniziato il viaggio della speranza verso Doolin, un piccolo villaggio vicinissimo alle Cliffs of Moher. Abbiamo cambiato tre autobus, dissanguato il portafoglio e sprecato un pomeriggio intero, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Al nostro arrivo abbiamo trovato posto un un piccolo ostello ai lati della strada maestra, del quale ci siamo innamorati quasi subito. La cosa più bella era la sala comune: una vecchia stufa a legna scoppiettava al centro di una parte, riscaldando ed illuminando tutta la stanza con una luce calda. Completavano l'opera un paio di tavolini di legno intagliato, dei vecchi divani e tutte le decorazioni tipiche del paesino di campagna, quali cartine disegnate a mano, quadri, vecchie pentole ecc... Per passare la serata siamo andati nel pub accanto all'ostello, anche questo rigorosamente in stile irlandese, dove abbiamo fatto conoscenza di Paul, un ragazzo canadese in gita in Irlanda. Abbiamo mangiato assieme e bevuto guinness, mentre un gruppo suonava vecchie ballate muovendo freneticamente gli archi sulle corde dei violini e pizzicando le corde della chitarra a otto corde.

Foto 3: io mentre eseguo il mio celebre sputo arcobaleno
Le Cliffs of Moher: era una posto che volevo visitare sin da quanto ero bambino, quando aprivo i volumi della libreria di mio padre e ammiravo esterefatto quel paesaggio. Ma nessuna foto e nessuna descrizione potrebbero rendere giustizia alle sensazioni ispirate da un paesaggio simile: scogliere che cadono a strapiombo sul mare da oltre duecento metri che si perdono a vista d'occhio verso sud, migliaia di uccelli che si rifugiano negli anfratti delle rocce, una pioggia ed un vento incessanti che ci picchiano sulla testa. E tanta solitudine. Si perché ad ammirare quel paesaggio eravamo solo io ed i miei amici, senza altri turisti chiassosi a fare foto, senza niente che si mettesse fra noi e l'oceano.Sto cercando di trovare le parole adatte, ma veramente non riesco a trovarne di adatte per farvi capire cosa si prova. Non sarà la stessa cosa, ma vi lascio una delle centinaia di foto che abbiamo fatto durante la vacanza. Come potete vedere il tempo non era dei migliori. Penso di avere dentro di me ancora i residui di tutta la pioggia che ho preso in testa, per non parlare del freddo. Il resto della giornata è stato speso in viaggio. Prima tappa a Doolin dove abbiamo aspettato l'autobus per Galway (nell'attesa abbiamo insegnato a Paul la briscola) per poi arrivare verso la sera tardi a Dublino.

Foto 4: vista panoramica delle Cliffs (pioveva pioveva)
Dublino: eccomi giunto all'ultima parte della mia vacanza, la città dove abbiamo trascorso gli ultimi tre giorni a suon di birre, cazzeggio e povertà. Si perché una volta arrivati nella capitale ci siamo accorti di avere meno soldi di quelli che pensavamo. Abbiamo quindi preso la decisione più saggia: di rinunciare alle birre non se ne parlava, quindi abbiamo preferito mangiare una volta al giorno e cenare e fare colazione con the e biscotti, visto che il the ce lo passava gratis l'albergo. Vi dico solo che l'ultimo giorno quando guardavo il pacco di biscotti mi veniva da piangere per la disperazione.
Biscotti a parte, la tre giorni di Dublino è stata tanto bella quanto massacrante. Il primo giorno lo abbiamo consacrato al giro di tutti i pub più famosi, bevendo guinness, socializzando con gli aborigeni e andando a visitare una piazza dove in teoria dovevano esserci degli artisti di strada, ma in realtà ci stavano due giostre e qualche bancarella di dolciumi. Verso sera, dopo aver saccheggiato il negozio di gadget irlandesi e della guinness (tutto rigorosamente all'insegna del risparmio), siamo tornati in albergo con le gambe a pezzi, ma ancora con le forze per mangiare i nostri odiati biscotti e avviare un torneo di worms sul nintendo ds.
Il giorno dopo c'è stata la festa del patrono dell'Irlanda, San Patrizio. Memori del giorno precedente, siamo arrivati in centro verso mezzogiorno per vedere la sfilata. Non credevo che fosse così lunga: praticamente hanno sfilato ogni genere di personaggi, da degli elvis con la faccia gigante a dei cavernicoli. Purtroppo siamo rimasti incastrati e siamo riusciti ad uscirne solamente qualche ora dopo. Il resto della giornata l'abbiamo trascorso a cazzeggiare, facendo trenini nei locali (non pensate male mi raccomando) arrivando a convincere dei poliziotti a farci una foto dove facevano finta di arrestarci. Piccola pausa in albergo e poi via di nuovo in centro per la notte, dove abbiamo interpretato il ruolo del perfetto turista: birra, birra e ancora birra, tanto per cambiare.
L'ultimo giorno è stato la fotocopia dei precedenti: a spasso per il centro, qualche birra e ultimo giro per i pub, con l'unica differenza che la sera ci siamo avviati verso l'aereoporto, dove abbiamo dormito sino al mattino perché avevamo letteralmente finito i soldi.

Foto 5: O'Connel Stree il giorno di San Patrizio

Una vacanza indimenticabile.
 

I sogni di grifis 00:45 - 14/04/2008
6 commenti

Sono tornato dall'Irlanda. Il viaggio è stato bellissimo, veramente unico. Sto ancora scrivendo il post dove farò una sintesi di tutte le tappe con tanto di foto. Vado a rilento perché in questi giorni in casa c'è un viavai di gente incredibile.
Restate collegati, presto arriveranno le novità.

I sogni di grifis 21:32 - 22/03/2008
7 commenti

Sembrava che questo momento non arrivasse più, ma finalmente domani salirò sull'aereo che mi porterà lontano a nord, destinazione Irlanda. La vacanza è del tipo che mi piace di più: zaino in spalla, cartina alla mano e via all'avventura. Se devo essere sincero, non sto più nella pelle!! Al mio ritorno vi farò un resoconto della mia imminente avventura.
Non c'è modo migliore per festeggiare le 10000 visite del blog.

I sogni di grifis 13:29 - 11/03/2008
8 commenti

E' proprio vero che le persone si aprono difficilmente con gli sconosciuti. Spesso preferiscono rimanere rinchiusi nei loro gusci per evitare quasiasi contatto col prossimo, frenati da chissà quale indicibile paura. Purtroppo per il prossimo, io sono una di quegli individui che nel dizionario sono classificati sotto la voce “ficcanaso”, per non ricorrere a termini più pesanti (dopotutto sto parlando di me no?). Mi è sempre piaciuto chiaccherare con le persone che non conosco, sentire le loro storie, piccoli frammenti delle loro vite. In treno, alla fermata dell'autobus, su una panchina, ogni posto si rivela un possibile “terreno di caccia”. Il primo contatto è sempre quello più cruciale: se lo fallisci sei fregato. Spesso basta un sorriso, una battuta di circostanza per stringere amicizia con qualcuno, anche se non sono mancate le occhiate trasudanti messaggi d'amore tipo “ma che cazzo vuole questo”.

La settimana scorsa dopo un'ora di pattinata sotto il sole mi sono fermato a riposare su una panchina. Accanto a me stava seduta una coppia di anziani. Il marito in particolare aveva una faccia molto singolare: baffi foltissimi che si ricongiungevano alle basette, aspetto tozzo e robusto e un sorriso bonaccione. Ho deciso allora di ricorrere alla tecnica dell'accento italiano - cosa che mi riesce “stranamente” bene - per suscitare le simpatie del vecchietto. E ho fatto centro. E così che il signor De Jules – persona reale, cognome di fantasia – inizia a narrarmi tutto il suo passato di ex pugile, partendo dagli esordi nella lega amatoriare, dov'è addirittura stato campione di Francia, sino ad arrivare alla carriera professionista e ai suoi scontri con altri campioni europei.

Se un giorno quindi dovreste avere a che fare con un ragazzo logorroico che cerca di chiaccherare o scherzare con voi, non mandatelo subito a quel paese, potrei essere io.

I sogni di grifis 01:42 - 10/03/2008
5 commenti

Quanti anni sono passati da quando ci siamo conosciuti?
Da quanti anni ti sopporto, vorrai dire.
Comunque sono sedici.
E col passare del tempo sei diventato sempre più scemo.
Gia...

Eppure ogni volta che veniamo qui sulla spiaggia a guardare le stelle, sembra che il tempo si sia fermato a dieci anni fa.
Un po mi mancano quegli anni. L'unica preoccupazione era fare la legna per il falò prima del tramonto.
A volte mancano anche a me. Me c'è un tempo e un luogo per ogni cosa, e tutto ciò che abbiamo vissuto doveva accadere in quel momento.

Ehi, ti ho mai detto che ti voglio bene?
Si...diventi sempre romantico dopo una sbronza.

I sogni di grifis 12:39 - 29/02/2008
5 commenti

Mi è sempre piaciuto osservare il fuoco. Ha sempre suscitato in me emozioni molto forti. Sin da piccolo lo guardavo sui fornelli quando mia madre cucinava, o in campagna mentre mio padre arrostiva. Ma è stato tanti anni fa, durante le notti in spiaggia coi miei amici, che ho iniziato ad osservarlo, ad ammirarlo. Senza forma e senza sostanza, eppure così spendente e così vero. Capace di rischiarare le tenebre circostanti e di donare ad una serata in riva al mare un pizzico di magia.

Da quelle notti in poi ho iniziato ad apprezzare il calore dei falò che trovavo sulla mia strada. Spesso mi soffermavo una sera per assaporarne il tepore, per poi riprendere la mia strada una volta giunta l'alba. Alle volte trascorrevo giorni, o anche mesi a riscaldarmi di fronte allo stesso fuoco. Chissà, forse di fronte ai suoi occhi anch'io apparivo come una fiamma danzante nel buio dalla quale attingere calore.

Col tempo imparai a capire che anche una fiamma può essere una lama a doppio taglio: avvicinarsi troppo può soffocare il fuoco o addirittura bruciarti, mentre se ti allontani rischi di perderlo e di patire il freddo della notte. Nonostante ciò, come tutte le persone attorno a me, continuavo a passare da un falò ad un altro, incurante dei rischi, magicamente attratto dalle promesse che sprigionavano quelle fiamme danzanti nell'oscurità. Ognuna di esse aveva una forma sempre diversa, e le sensazioni, il calore che ti trasmetteva erano sempre nuovi.

Ma è stato durante una sera di fine estate, quelle in cui il tepore del sole prima di cena è dolce come il primo bacio, che accadde qualcosa che non mi aspettavo. Quel fuoco si trovava li, su una strada che avevo percorso chissà quante volte. Decisi di fermarmi. I giorni passati di fronte ad esso diventarono mesi e i mesi anni. Aveva il potere non solo di riscaldarmi, ma di infondermi energia, di donarmi il sorriso e la forza nei momenti difficili. Mai avrei pensato che una semplice fiamma potesse avere un potere simile. Per non farla spegnere mi prendevo cura di lei, proteggendola dal vento e rinnovando la brace ogni giorno.

Nonostante ciò, da un giorno all'altro quel fuoco che per anni si era preso cura di me cominciò a spegnersi, a diventare ogni giorno più freddo. Io tentavo disperatamente di non farlo morire, concentrando tutte le mie attenzioni, ma tutto sembrava inutile.

Ad un tratto però realizzai che, per paura di non riuscire a ritrovare quel calore che tanto avevo amato, mi accontentavo ora di un tiepido tepore, senza accorgermi che intorno a me si trovavano altri fuochi che potevano ancora rendere calde e piacevoli le mie notti. Mi alzai, salutai e ringraziai quel posto che per tanti anni era stata la mia casa e mi rimisi in cammino.

Altri fuochi mi attendevano...


I sogni di grifis 11:28 - 24/02/2008
11 commenti

Sono incazzato, e neanche poco. Tutto è cominciato ieri sera, quando ho mostrato ad alcuni amici le foto fatte nell'ultimo mese; in alcune di questo sono uscito stranamente bene (dovete sapere che fra i contrari di fotogenico ci sta proprio il mio nome). Fatto sta che apro la cartella, avvio la presentazione e magia delle magie, tutte le foto sono state ridimensionate alla grandezza di un santino. Provo ad usare lo zoom, ma l'unico risultato sono delle foto sgranatissime. Ma porca p*****a, quel fottutissimo programma chiamato iPhoto mi ha distrutto un mese di fotografie. La prossima volta le importo tutte a mano e cancello quel bellissimo applicativo.
Stamattina sono ancora con la luna decisamente storta, e questo si riperquote sulle relazioni con il prossimo. Non mi poteva capitare una cosa peggiore.

I sogni di grifis 10:24 - 18/02/2008
9 commenti

Oggi è una giornata storta. Comincia male con una sveglia troppo precoce, alle sette. Normalmente non sarebbe tardi, ma ieri sera ho terminato un lavoro alle tre, e quattro ore sono poche per reggere. Verso l'ora di pranzo consegno il frutto delle mie fatiche, e solo dopo mi accorgo che non andava bene; purtroppo di rimediare non se ne parla, dovrò mettere una pezza con i prossimi, fatto che mi complica un po' l'esistenza. Pazienza mi dico, sono cose che capitano. Esco per il pranzo, ma come da copione la dannatissima mensa è chiusa, ed al chioschetto accanto hanno finito tutti i panini. Una sola parola: digiuno. Mi avvio verso la fermata dell'autobus, finalmente si torna a casa, e anche se tardi potrò mettere qualcosa nello stomaco.
Devo giusto mandare un messaggio a R. Piccola parentesi: dovete sapere che per mandare i messaggi ci vuole un cellulare, tipo quello che avevo sino a qualche ora prima, nella tasca del mio giubbotto. Perso. Ritorno dentro e comincio a cercarlo, e per fortuna all'accoglienza un'anima buona ha pensato di non intascarselo e di restiuirlo. Purtroppo per me però ho perso l'autobus. Aspetto il prossimo, e così, dopo quaranta minuti a patire il mal d'autobus (mio nipotino guiderebbe meglio), riesco ad arrivare a casa. Ore quattro e mezza. Manco un po' di pane per smalmarci sopra un po' di nutella. Crollo sul letto stanco morto e mi risveglio ora per buttare giù due note su una giornata da dimenticare, ma che putroppo non è ancora finita.

I sogni di grifis 18:52 - 13/02/2008
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